LITURGIA


Anno Liturgico B

La Chiesa suddivide questa serie di anni attraverso la denominazione di Anno A, Anno B, Anno C, a cui corrisponde un ciclo per quanto riguarda le letture festive (Ciclo A, Ciclo B, Ciclo C), aventi ciascuno di essi una peculiare fisionomia. Ci si limiterà, in questa sede, ai Vangeli, essendo questi l’oggetto principale della nostra meditazione festiva, senza tuttavia che noi si sminuisca l’importanza dei testi dell’Antico Testamento e della Seconda Lettura (di solito staccata dal contesto) che li accompagnano. Ora, durante l’anno A ad offrirci spunti di meditazione su Gesù Cristo è l’evangelista San Matteo; durante l’anno B è San Marco, mentre l’anno C conosce il mistero incarnazionistico salvifico attraverso il Vangelo di San Luca. San Giovanni, che a più riprese compare pressocchè nella Liturgia della Parola di tutti e tre gli anni, viene proposto in modo particolare durante il tempo di Passione del Signore.


"Perchè dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».  Mt. 18, 20


Meditiamo il Vangelo di S. Marco Evangelista


Chi è Marco?

Il testo del Vangelo non dice esplicitamente chi ne sia l’autore. La più antica notizia sull’attribuzione del Vangelo a Marco risale a Papia, vescovo di Gerapoli: «Marco, che era stato interprete di Pietro, scrisse con accuratezza, ma non in ordine, quanto ricordava delle cose dette o compiute dal Signore. Egli infatti non aveva ascoltato né seguito il Signore, ma più tardi ascoltò e seguì Pietro».

In ogni caso è certo che divenne presto collaboratore degli apostoli e, insieme al cugino Barnaba, negli anni 40, lavorò con Paolo ad Antiochia e nelle altre giovani chiese. Dopo un periodo di attività apostolica che non possiamo ricostruire, verso il 60 d.C., Marco è a Roma come stretto collaboratore di Pietro. In questa circostanza e per questa comunità ecclesiale, verso l’anno 65 d.C., egli intraprende la stesura del suo Vangelo, col fine di conservare la predicazione apostolica e tramandarla in modo fedele e preciso.

A chi scrive Marco?

La comunità a cui si rivolge è di origine pagana, da poco venuta alla fede e quasi all’oscuro delle questioni religiose giudaiche; per questo Marco arricchisce le sue fonti con delle piccole spiegazioni.

Com’è strutturato il suo vangelo?

Dopo il preludio, costituito dalla predicazione di Giovanni Battista, dal battesimo di Gesù e dalle tentazioni nel deserto, ci sono alcune rare indicazioni che ci aiutano a scoprire un periodo di ministero in Galilea; poi i viaggi di Gesù con gli apostoli fino alla regione di Cesarea di Filippo; infine un'ultima salita verso Gerusalemme per la passione e la risurrezione.

Che volto di Gesù ci presenta?

Il Vangelo di Marco racconta i fatti e gesti che hanno segnato la vita di Gesù e dei suoi discepoli. Il suo racconto è una lunga suspense che ci porterà a riconoscere nel Gesù crocifisso e risuscitato il Figlio amato dal Padre. Gesù all'inizio è ricevuto dalla folla con simpatia, poi il suo modo di fare umile delude la loro attesa e l'entusiasmo si raffredda; allora Gesù si allontana dalla Galilea per dedicarsi alla formazione del piccolo gruppo dei discepoli fedeli, che culmina con la confessione di Pietro: “Tu sei il Cristo!”. Si tratta di una svolta decisiva, a partire dalla quale tutto si orienta verso Gerusalemme, dove si consuma il dramma della passione, coronato dalla risposta vittoriosa di Dio: la risurrezione.


L'anno liturgico celebra il mistero di Cristo

La Chiesa “annuncia” con la predicazione “l'intero mistero di Cristo” (CD 12) e con la liturgia lo “celebra” facendone una sacra memoria (SC 102). In tal modo essa rende presenti nell'oggi le “insondabili ricchezze di Cristo” (Ef 3, 8 ss.; cf 1, 18; 2, 7): le sue azioni salvifiche, con le quali i fedeli vengono in contatto per attingerne grazia di salvezza. L'anno liturgico che ha la sua “fonte” e il suo “vertice” nel mistero pasquale, è scandito da cinque “periodi” che hanno uno speciale rapporto con diversi momenti del mistero di Cristo (SC 10; LG 11). Si hanno pertanto in ordine progressivo: Avvento e Natale; Quaresima e Pasqua; Tempo ordinario.

• Tempo di Avvento e di Natale
L'Avvento è un tempo di preparazione con una duplice caratteristica: ricorda la prima venuta del Figlio di Dio nell'umiltà e preannuncia la sua seconda venuta nella gloria: è tempo di attesa operosa, di desiderio, di preghiera, di evangelizzazione, di gioia. Il Natale è un tempo di contemplazione gioiosa del mistero dell’Incarnazione del Figlio di Dio e delle sue prime manifestazioni, venuto per la nostra salvezza «uomo fra gli uomini». In questo tempo Maria è celebrata particolarmente come «Madre di Dio».

• Tempo di Quaresima e di Pasqua
La Quaresima è un tempo di preparazione che vuol guidare a una più intensa e graduale partecipazione al mistero pasquale. Accompagna i catecumeni attraverso i vari gradi dell'iniziazione cristiana, e i fedeli attraverso il ricordo vivo del battesimo e la penitenza. La Pasqua é il vertice dell'anno liturgico, dal quale tutte le altre parti traggono la loro efficacia di salvezza, è il compimento della redenzione dell'umanità e della perfetta glorificazione di Dio: è distruzione del peccato e della morte, comunicazione di risurrezione e di vita.

• Tempo Ordinario
In questo lungo periodo, che ha una prima tappa fra il tempo di Natale e la Quaresima, e si svolge poi ampiamente dalla Pentecoste all'Avvento successivo, vi è una globale celebrazione del mistero di Cristo, che viene ripreso e approfondito in tanti suoi aspetti particolari. Già le Domeniche - “Giorno del Signore” - sono la “Pasqua settimanale” e quindi un innesto vivo nel nucleo centrale del mistero di Cristo lungo tutto l'anno; ma poi le Settimane (33 o 34) svolgono attraverso un intenso e continuato ricorso alla Bibbia dei piccoli cicli di approfondimento del mistero di Cristo, offrendolo alla meditazione dei fedeli perché divenga stimolo all'azione nella Chiesa e nel mondo.


Colore dei paramenti

I colori che variano di tanto in tanto nei paramenti del sacerdote, sull'altare e all'ambone sono dei messaggi che dobbiamo imparare a leggere; essi esprimono il significato della celebrazione e predispongono un incontro tra il nostro mondo interiore e Dio. In certo qual modo è come se rivestissimo la nostra anima di quei colori:

1. Il colore Bianco è un colore luminoso, che fa pensare subito alla pulizia, alla purezza. Esso è diventato il simbolo dell'innocenza; basti pensare agli abiti dei bambini da battezzare, quelli di prima comunione, le spose. Il bianco indica però anche festa, gioia. Nella Chiesa questo colore è legato alla Resurrezione, dice vittoria della luce sulle tenebre.
Durante l'Anno liturgico in Chiesa il bianco si usa soprattutto a Natale, a Pasqua, per le feste di Cristo e di Maria Vergine (per queste ultime si usa anche il colore Azzurro).


2. Il colore Rosso ci fa pensare immediatamente al sangue e al fuoco. Questo colore simboleggia la passione e il sacrificio di Cristo, il martirio dei fedeli e lo Spirito Santo. Esso è da considerarsi anche un simbolo regale, si pensi a quando i soldati gettarono sulle spalle di Gesù un mantello rosso e lo chiamarono Re (cfr. Gv 19,2). In altri passi della Bibbia di rosso scarlatto sono i peccati degli uomini. In Chiesa si usano i paramenti rossi soprattutto in occasione della domenica delle Palme, il Venerdì Santo, per la Pentecoste, per l'Esaltazione della Croce, per i martiri e per gliapostoli.


3. Il colore Verde ci fa pensare ai prati. Esso è il colore della serenità, della speranza. Tale colore caratterizza maggiormente le celebrazioni dell'Anno Liturgico nel tempo ordinario (le 34 settimane che si succedono tra i tempi forti del Natale e della Pasqua).

 

 

 

4. Il colore Viola è il colore della penitenza, del dolore o della conversione e si usa prevalentemente in Avvento e in Quaresima. I paramenti viola vengono anche usati per le funzioni funebri.

 

 

 

 

5. Il colore Rosa è molto particolare e si una solo in due occasioni: per la domenica Gaudete (in Avvento) e per la domenica in Laetare (in Quaresima). Esso indica un periodo di riposo in mezzo ad un periodo penitenziale.

 

 


È facile allora individuare, a secondo del colore usato in Chiesa, quali sentimenti si vogliono evidenziare e in quale tempo Liturgico ci troviamo.